Quando Nerone scelse Subiaco

Nel 60 d.C. l’Imperatore Nerone decise di far costruire la sua Villa imperiale in una vasta area ricca di vegetazione alle porte di Roma per trascorrere i periodi estivi, si parla di ben 75 ettari. Lì si stabiliva per scampare al caldo dell’Urbe e passare i mesi più torridi dell’anno. Una bella sistemazione in campagna, lungo il corso del fiume Aniene. Scelse i migliori architetti per portare a termine il piano, in modo che la Villa potesse essere costruita in armonia con la natura circostante. Uno dei progetti tecnici più significativi fu la creazione di tre laghi artificiali all’interno della struttura, i Simbruina Stagna, creati tramite tre sbarramenti sul fiume.

All’improvviso la Villa venne abbandonata

Una volta terminata la costruzione di questa mirabile opera e averla utilizzata per qualche periodo la storia narra che l’Imperatore si trovò a fare i conti con due cattivi presagi. Il primo fu un fulmine che colpì la mensa durante un pasto, il secondo fu una malattia che contrasse durante una delle sue nuotate terapeutiche prescritte dal medico personale. A quel punto Nerone si convinse che qualcosa di negativo si sarebbe verificato di lì a poco e scelse di abbandonare per sempre questa splendida dimora. È fondamentale ricordare come poco dopo nacque un insediamento a ridosso di quei laghi che prenderà il nome di Subiaco.

Ricordiamo che i ruderi della villa di Nerone sono attualmente chiusi al pubblico per motivi di sicurezza.

Contenuti ripresi dal sito www.ethea.org

Foto gentilmente concessa da paoloesse.it

Il Diario di Colle Tocci